martedì 16 dicembre 2014

CRITICARE GLI ALTRI Fin quando è lecito e dove scatta il reato

CRITICARE GLI ALTRI 

Fin quando è lecito e dove scatta il reato 


Durante il vs percorso di vita, vi sarete trovati talune volte davanti a maldicenze, diffamazioni, ingiurie, screditamenti, vediamone i confini del lecito. 


Lecita la critica a qualcuno, altrimenti ne verrebbe meno la libertà di parola ed espressione, ma attenzione a non cadere nell'offesa od ancor peggio in azioni persecutorie. 
Innanzitutto non dovranno "mai" essere attacchi gratuiti alla persona in quanto di legge si rischia di finisre per ledere l’altrui dignità.   Quali sono, in sostanza, i limiti del diritto di critica?   Che la critica non possa spingersi oltre una certa misura è una considerazione intuitiva per chiunque. Ma determinare tali limiti non è sempre facile. Un chiarimento, però, proviene da una sentenza della Cassazione pubblicata a Febbraio 2014 [1]. 


   Secondo la Corte, quando si critica qualcuno è sempre necessario non utilizzare espressioni infamanti e inutilmente umilianti che si traducano in una pura aggressione verbale/scritta  del soggetto criticato. 

Insomma: critica sì, ma con tranquillità ed un vocabolario civile, senza trascendere nel personale e/o con terminologie improprie.

   Secondo giurisprudenza ormai consolidata, infatti, l’unico limite all’esercizio del diritto di critica è essenzialmente quello del rispetto della dignità altrui. La censura nei confronti dell’operato altrui non può essere una scusa per gratuiti attacchi alla persona ed arbitrarie aggressioni al suo patrimonio morale.   La possibilità di criticare qualcuno, inoltre, tollera anche giudizi aspri sull’operato del destinatario, purché gli stessi si riferiscano solo alla circostanza oggetto della critica, senza trascendere da essa. In parole povere, non è possibile prendere spunto da dette circostante criticabili per sconfinare in attacchi a qualità o modi di essere della persona che prescindono completamente dalla vicenda concreta, assumendo le connotazioni di una valutazione di discredito in termini generali della persona criticata [2].   

Per esempio: se si vuole criticare il libro di uno scrittore e il suo modo di scrivere, non gli si potrà attribuire altri aggettivi come "stupido" o "raccomandato". Se lo si volesse stigmatizzare l’attività di un politico non gli si potrà dire "corrotto" - "megalomane" - "truffatore" - "poco di buono". Ecc. ecc .

[1] Cass. sent. n. 9091/14 del 25.02.2014. 
[2] Cass. sent. n. 15060/2011.

Consiglio la lettura di questo articolo sulla diffamazione in rete : Clicca Qui

Fabio Sanfilippo